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9.0/10
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One Piece, Naruto e Bleach formano il trio shounen più celebre e longevo dell'ultimo decennio.
Tratto dall'omonimo Manga di Tite Kubo, Bleach è composto da 366 episodi ed è attualmente purtroppo concluso, a fronte di una versione cartacea ancora attiva.

Nella piccola città di Karakura un giovane studente delle superiori con la capacità di vedere gli spiriti viene attaccato da una creatura (ai più invisibile); a salvarlo interviene una ragazza vestita in abiti tradizionali e armata di Katana. Lui è Kurosaki Ichigo, il protagonista, lei è Kuchiki Rukia, uno Shinigami e la creatura è un Hollow (lo spirito di un essere umano morto). Il compito degli Shinigami è purificare le anime dei morti e inviarle alla Soul Society, un mondo ultraterreno. Durante il combattimento Rukia viene sconfitta e decide quindi di passare i propri poteri a Ichigo, il quale diventa da quel momento un sostituto shinigami.

Questa è una breve introduzione a quella che sarà poi una lunga avventura ricca di rapimenti, salvataggi, combattimenti e tante risate. L'universo di Bleach è costellato di numerosi personaggi: Shinigami, umani e quant'altro, ognuno con un proprio tratto distintivo . È raro trovare una serie con cosi tanti personaggi secondari e così ben caratterizzati, ognuno con il proprio passato e delle proprie convinzioni e motivazioni che li spingono a combattere, siano essi "buoni" o "cattivi". I rapporti tra di essi sono realistici e mutevoli nel corso della serie con amicizie che si spezzano, rivalità che si consolidano e molto altro.

La serie ripercorre fedelmente il manga, aggiungendo però qualcosa che potrebbe far storcere il naso ai più: i filler.
Una caratteristica che contraddistingue Bleach rispetto, per esempio, a Naruto, è il fatto di non avere episodi filler intervallati a quelli tratti dal manga ma, bensì, delle vere e proprie saghe.
Questo comporta sia dei pro che dei contro. Il loro numero è decisamente notevole, oltre un centinaio di episodi ma il loro fatto di essere suddivisi in saghe li rende più interessanti in quanto, comunque, legati da un filo conduttore di una trama. Il loro livello qualitativo è però sostanzialmente inferiore all'opera originale ed un loro salto a piè pari è consigliato, magari per poi riprenderli una volta terminata la saga in cui vanno a inserirsi.

La realizzazione tecnica della serie è, inizialmente, buona per uno shounen, superiore alla media del genere ma, con il passare degli episodi, migliora sempre più sia in quanto a colori e disegni che ad animazioni, decisamente uno degli elementi cardine in un anime basato prevalentemente su combattimenti. Proprio questi ultimi sono molto piacevoli, a volte fin troppo corti (a dispetto di altre serie in cui assistiamo a duelli eterni) ma caratterizzati sempre da una buona varietà, data dalle diverse abilità possedute dagli shinigami e le loro Zanpakuto (le katane) e i vari nemici della situazione.

Un lato negativo di Tite Kubo viene però a galla proprio nei combattimenti che, seppur emozionanti e divertenti, risultano nella stragrande maggioranza dei casi prevedibili in partenza. I colpi di scena in Bleach non mancano, la trama è semplice ma ricca di elementi presenti e passati che si raccordano perfettamente. Lo stesso non si può dire in ambito combattimenti dove non si assiste mai ad eventi che sconvolgono lo spettatore come la dipartita di un proprio beniamino.

Tra le tre serie citate inizialmente, Bleach è quella che più ha saputo intrattenermi, nonostante l'eccessiva presenza di filler a smorzare l'azione. Il suo difetto maggiore è quello di essere attualmente conclusa proprio nel momento in cui il manga inizia la saga più emozionante e matura di tutta la serie.

Decisamente consigliato agli amanti degli Shounen e a chiunque voglia svagarsi senza però spegnere del tutto il cervello.