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8.5/10
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Eccomi alla conclusione della terza opera che leggo di Naoki Urasawa, una reinterpretazione di Astro Boy "il più grande robot del mondo" di Osamu Tezuka. Non posso fare un confronto con l'opera originale, non avendola letta, ma a grandi linee la conosco. Pluto è un seinen, conta solo 8 numeri e nessun seguito.

In questo mondo futuristico umani e robot vivono insieme in armonia, così tanto che i robot cominciano a provare sentimenti umani. La storia inizia con l'assassinio di Mont- Blanc, un robot guardiano delle foreste molto amato e, in contemporanea, l'assassinio di un uomo al vertice di un'organizzazione per salvaguardare i diritti dei robot. In entrambi i casi, le vittime sono state trovate con delle corna sulla testa. Sarà stato un umano o un robot? A indagare sull'indagine viene chiamato un robot, l'ispettore Gesicht, il quale intuisce che sono stati presi di mira i sette migliori robot del mondo, che combatterono la guerra in Persia, tra i quali lui stesso.
Si potrebbe dire che in questa storia ci siano vari protagonisti, anche se per la maggior parte del tempo seguiremo Gesicht e le sue indagini. L'ho trovata una scelta azzeccata dare più spazio ad altri robot , piuttosto che ad Atom, protagonista dell'opera originale. Forse Atom è troppo conosciuto e già si sa tutto di lui. Scoprire le vite degli altri robot che come lui, difendono la vita è stato davvero interessante e coinvolgente. Devo ammettere che queste premesse le ho trovate subito molto interessanti e sono rimasta incollata alle pagine dall'inizio alla fine. Le varie storie dei robot e delle persone che accompagneranno la storia, sono raccontate magistralmente. Lo stile di Naoki Urasawa si riconosce subito è un misto di tristezza, nostalgia e amore. Io non sono un'amante delle storie strappalacrime, eppure quando leggo i suoi fumetti riconosco la bravura di quest'autore, che scava nell'anima delle persone come pochi. Essendo un'opera breve, non ci saranno i soliti allungamenti tipici delle storie di Urasawa e questo è senza dubbio un punto a favore. Questa serie si potrebbe considerare come un messaggio di pace o un messaggio contro la guerra. Questi robot che erano stati costretti a combattere in Persia durante la guerra, ne portano ancora i segni, sia esteriormente che interiormente come degli esseri umani. Anche se alcuni sono stati creati appositamente per combattere, non è detto che siano solo delle semplici macchine di morte. Perfino un robot può amare la vita e non vuole morire, anche se guidati da tiranni e uomini egoisti, loro hanno comunque capito la bellezza della vita. Alcune parti sono davvero riuscite ad emozionarmi e alla fine, molte rivelazioni sono riuscite a stupirmi. Sebbene non sono del tutto convinta del risolvimento del combattimento finale, il manga per me ha raggiunto il suo scopo.

Lo stile di Naoki Urasawa è sempre molto personale, funziona benissimo con il genere di storia che scrive. Le scene d'azione sono molto dinamiche e d'impatto, come al solito non trovo difetti nello stile. L'edizione è ottima, sebbene un po' costosa e molti numeri vanno esauriti spesso.

Il mio voto alla fine è 8,5 , perchè alcune risoluzioni non mi hanno del tutto convinta, ma le reinterpretazioni non sono mai facili. Ma grazie hai vari collaboratori e alla grande esperienza e passione di Naoki Urasawa, posso comunque ritenere quest'opera ben riuscita. Lo consiglio molto agli amanti dei seinen, di Astro Boy e Osamu Tezuka. Può piacere anche a chi preferisce gli shonen e i polizieschi.