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Il lavoro del recensore non è facile, almeno quando si debbono affrontare anime controversi, specialmente se tali controversie siano orientate verso il peggio e per motivi seri, per opposizioni più che sensate. O perché la recensione richieda al recensore stesso di cambiare idea, di rivivere pareri consolidati. O perché la recensione richiederebbe approfondimenti e studi dettagliati della trama che il voler evitare gli spoiler impedisce. Dato lo sfogo da psicanalista sulle difficoltà dell’opera posso finalmente iniziare.

Contrariamente alle mie abitudini inizio dall’aspetto grafico tecnico. La serie è obiettivamente ben realizzata, con una grafica dai colori caldi e dalla buona regia. Le sigle sono valide e la bellezza e il fascino della protagonista sono davvero ben resi. Come ho detto spesso non mi piacciono i bei contenitori vuoti, per cui una serie ben fatta esteticamente non basta di certo. Ma qui abbiamo qualcosa di ben profondo a mio avviso.

Passiamo alla trama: una bambina delle elementari vive con una sedicenne che l’ha raccolta dalla strada, e le due si sono dichiarate eterno amore! La ragazza, poi, è bella, intelligente, tanto che prende buoni voti senza impegnarsi troppo. Sa trattare bene con gli altri ed ha un considerevole fascino ma… è stata cresciuta da una zia fuori di testa e tutto il roster di questo anime è costituito da personaggi uno più folle dell’altro, per una trama che sembra non avere senso e che avrà un finale degno di Thelma e Louise... Aggiungiamo poi che la ragazzina avrà un vero risveglio della forza diventando terribilmente adulta in un attimo. Ho cercato di non spoilerare, capitemi. Non sembrerebbe nemmeno pensabile che personaggi simili cerchino di interrogarsi e di capire cosa sia l’amore.

Personalmente ho trovato che invece tutta questa banda di pazzi, per quanto irrealistica, abbia invece una sua realtà. L’autore ha avuto il coraggio di affrontare tanti temi difficili, in primis la violenza domestica, l’abbandono dei propri figli, la difficoltà di crescere senza genitori, la difficoltà dei giovani uomini nel trattare con le donne. Oltre al difficile tema di quanto sia indispensabile non avere il cuore vuoto, di come sia necessario credere in qualcosa. Ma soprattutto quanto possa essere terribile la sete d’amore, quante cose terribili si possano compiere in nome dell’amore. Ognuno può essere tentato di costruire la propria versione del più nobile dei sentimenti, finendo con il creare un vero e proprio mostro di Frankenstein Eppure non possiamo non cercare l’amore.

Menzione d’onore per la protagonista, una vera Yaendere d’antologia, non feroce come la regina Gasai Yuno di "Mirai Nikki", ma che, comunque, quattro omicidi li compie…

Ho cercato di scoprire nuovi elementi leggendo il manga, ma ho trovato ben poco, dato che la trasposizione è stata fedele e completa. Tirando le somme non posso non capire i motivi per cui la storia non è piaciuta, ma una storia vera e coraggiosa non è necessariamente realistica, per cui… un otto lo voglio dare ugualmente.